ceduto alla stanchezza fisica e alla mancanza di risorse. Il tecnico Francesco Pisacane, dopo la partita, ha cercato di minimizzare: "Romano è un talento, ma non possiamo permetterci di spendere per lui come fanno i club più ricchi". La frase, detta con la consueta retorica da allenatore in difficoltà, nasconde una verità più scomoda: la Vis non ha mai avuto le risorse per costruire una squadra competitiva. Il cartellino di Romano, il giocatore di cui parla Pisacane, costa 250.000 euro l’anno (stipendio netto), una cifra che per una squadra come la Vis rappresenta quasi un terzo del budget complessivo. Eppure, nonostante questo, la società non ha mai trovato sponsor sufficienti per coprire il buco. L’unica entrata stabile sono i biglietti, ma lo stadio di Pesaro, con una capienza di 12.000 posti, non riesce a riempirsi mai oltre il 40% degli spettatori, e i ricavi da abbonamenti sono insufficienti per coprire anche solo le spese di trasferta. Il problema non è solo economico, ma anche strutturale. La Vis Pesaro, come molte altre squadre di Serie C,