è noto: partenze lente, errori iniziali, poi la reazione. Contro Napoli, Udinese e Bologna, la rimonta è stata vincente. Contro la Roma, il pareggio. In Champions, invece, contro Real Madrid e Club Brugge, la reazione non è bastata. Ma in Serie A, dove la pressione è meno asfissiante e il margine di errore maggiore, l’Inter ha imparato a sfruttare le occasioni. Il dato più interessante non è il primato, ma la capacità di Carlos Augusto di costruire un gioco che, anche senza il suo miglior giocatore, riesce a creare superiorità. Martínez è un’icona, ma non l’unica arma: l’Inter ha un attacco composto da giocatori come Darmian, Bastoni e Acerbi, che sanno colpire al momento giusto. Quando manca il leader, il gruppo si attiva. La panchina ha giocato un ruolo chiave. Carlos Augusto non è un