2,8% — un dato che, in un campionato dove la media è dello 0,5%, sembra quasi un miracolo. La società ha ridotto gli stipendi dei giocatori del 15% rispetto allo scorso anno, tagliando anche i bonus per gli obiettivi di mercato. «Abbiamo dovuto fare scelte dolorose», ha dichiarato il presidente Claudio Lotito in una conferenza stampa, «ma ora abbiamo un bilancio che ci permette di investire senza indebitarci ulteriormente». Il messaggio è arrivato forte: dopo anni in cui la Lazio era diventata il simbolo del debito sportivo (con un passivo di 380 milioni al 2024, secondo Il Sole 24 Ore), ora si punta sulla sostenibilità. E il mercato lo ha premiato: il trasferimento di Lorenzo Pellegrini al Milan per 45 milioni, con una clausola rescissoria di 120, ha generato una plusvalenza che copre quasi interamente il deficit accumulato negli ultimi due anni. Ma il vero cambio di rotta è stato tattico. Gattuso ha imposto un sistema che ricorda quello dell’Inter di Mourinho: centrocampo a tre con un mediano fisico (il 20enne Nicolò Fagundez, acquistato per 30 milioni), due esterni offensivi (Zaha e Immobile, entrambi con contratti fino al 2028) e una linea di difesa a