appare più come un residuo negoziale che come una scommessa vincente. La decisione di non schierarlo nelle prossime partite — la prossima è contro la Fiorentina, il 23 ottobre — non è solo una questione medica, ma anche tattica. L’allenatore Gian Piero Gasperini, che ha costruito il suo progetto sulla versatilità dei centrocampisti, sembra aver già riorganizzato la rosa. Il posto di Alaba, infatti, è stato in parte coperto da Matteo Pessina (22 anni, 1,5 milioni di euro lordo annuo) e da Davide Zappacosta (30 anni, 1,2 milioni), entrambi acquistati nel mercato estivo con clausole rescissorie rispettivamente di 30 e 20 milioni. Una scelta che riflette una strategia: l’Udinese punta sui giovani e sui giocatori a basso costo, mentre i contratti dei veterani — come quello di Alaba — sono diventati un peso più che un investimento. Il risentimento contro il giocatore, se mai esisterà, è nascosto tra le righe di un comunicato che non menziona né il suo ruolo nel recente declino della squadra né i suoi 12 mesi in bianconero. In