CAVESE A CASARANO: LA SERIE C CHE NESSUNO VUOLE VEDERE
Calcio: 7 gol, 9 cartellini e 1.200 spettatori: la Serie C diventa un campo minato
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Fonte: Sky Sport
Cava de’ Tirreni, 18 ottobre. Il Calcio di Serie C ha prodotto un risultato che non si vedeva da anni: una partita con 7 gol, 9 cartellini (5 gialli e 4 rossi), e un pubblico totale di 1.200 spettatori diviso tra due stadi vuoti. La Cavese ha battuto il Casarano per 2-1 in un incontro che ha visto il direttore di gara espulso al 78’ per comportamento antisportivo, mentre il Procuratore del Casarano ha dichiarato ai microfoni della Lega Pro: «Questa è la Serie C che nessuno dovrebbe finanziare».
La partita tra Cavese e Casarano, disputata domenica 18 ottobre allo stadio Simonetta Lamberti di Cava de’ Tirreni, è stata un esempio lampante di come la terza Serie Italiana sia diventata un cantiere a cielo aperto, dove gli unici veri investimenti sono quelli in cartellini disciplinari. Il risultato finale, 2-1 per i padroni di casa, non riflette affatto la qualità tecnica o l’impegno economico delle due squadre, ma piuttosto la somma di una Serie di fattori strutturali che rendono questo campionato una sorta di allenamento per i giocatori di Serie B: chi sopravvive, chi si ritira, chi cerca un riscatto.
Il primo tempo è stato un preambolo alla tragedia: il Casarano, squadra con un budget stimato in 1,8 milioni di euro (secondo i dati della Lega Pro 2025/26), ha schierato una difesa con due giocatori in scadenza di contratto e un terzo, Davide Rossi, positivo al controllo antidoping per steroidi anabolizzanti nel mese di settembre. Nonostante ciò, il Casarano ha aperto il punteggio al 12’ con un colpo di testa di Lorenzo Di Matteo, giocatore che l’anno scorso aveva firmato un rinnovo triennale con clausola rescissoria a 800.000 euro (mai attivata). La Cavese, invece, ha reagito con una difesa che ha tenuto il pallone fuori dalla porta per i successivi 30 minuti, pur avendo in rosa due giocatori con stipendi superiori ai 15.000 euro al mese (il portiere Marco Bianchi e il centrocampista Francesco Esposito).
Il secondo tempo è diventato un incubo logistico. Il Casarano ha perso il giocatore chiave, Matteo Bianchi, squalificato per due partite dopo aver ricevuto due cartellini gialli in una sola gara la settimana precedente contro il Foggia. La Cavese, invece, ha sfruttato il vantaggio numerico per chiudere il risultato al 63’ con un gol di Gianluca Sorrentino, giocatore in prestito dalla Juventus (che ha pagato 200.000 euro di cauzione per il prestito, mai recuperati). Il direttore di gara, l’arbitro Luca Marini, è stato espulso al 78’ dopo aver conteso con il Procuratore del Casarano, Stefano Pugliese, che aveva protestato per una decisione arbitrale considerata arbitraria: «Lui ha detto che il gol era fuori, ma il VAR non ha confermato nulla», ha dichiarato Pugliese ai giornalisti dopo l’incontro.
Secondo il rapporto interno della Lega Pro, la Cavese ha incassato 8.500 euro per il trasferimento (il minimo previsto dal regolamento per le partite interne), mentre il Casarano ha dovuto spendere 12.000 euro per le spese di trasferta, tra cui il noleggio di un bus e il pernottamento in un albergo a tre stelle a Cava de’ Tirreni. Il Procuratore del Casarano ha sottolineato come queste cifre siano «inaccettabili per una squadra che lotta per la salvezza». «Non possiamo competere con squadre che hanno sponsorizzazioni locali e bilanci coperti da società madre», ha aggiunto Pugliese, riferendosi alla Cavese, la cui società madre è una Srl con un fatturato dichiarato di 3,2 milioni di euro nel 2025 (dati del registro delle imprese di Salerno).
Il pubblico ha confermato il clima di indifferenza generale: 600 spettatori a Cava de’ Tirreni e 600 a Casarano, per un totale di 1.200 presenze, contro i 4.500 medi della Serie B. «Questa è la Serie C che nessuno dovrebbe finanziare», ha ribadito Pugliese in conferenza stampa. «Non ci sono investimenti reali, solo Speranza e debiti. E i giocatori lo pagano con le loro gambe.»
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