il club ha sprecato 40 milioni di euro in acquisti fallimentari. Il Lecce non è mai stato una squadra di transizione. È un club che si costruisce intorno a un’idea: quella di un calcio spettacolare, ma anche di un mercato che punta su giocatori con un certo branding, anche se non sempre con il rendimento corrispondente. Stulic, arrivato lo scorso gennaio, ha ereditato una rosa dove Giacomo Raspadori (1,6 milioni) e Alessandro Florenzi (2,2 milioni) non hanno mai realizzato il potenziale annunciato. Ora, con Ilic (1,4 milioni) e Monteiro (1,2 milioni), entrambi con contratti di tre anni, il Lecce spera di colmare il vuoto lasciato da acquisti precedenti come Stefano Okaka (1,9 milioni, ceduto a gennaio per 5 milioni di plusvalenza). La domanda non è se questi due giocatori saranno determinanti — il Lecce non ha mai vinto una partita per merito di un singolo acquisto — ma se il club riuscirà a trasformare la loro presenza in punti, o se, come sempre, finirà per pagare stipendi a giocatori che non servono. Il Cagliari, invece, è in una situazione ancora più paradossale. José Pedro, il terzino