Cittadella, squadra che milita in Serie C con un bilancio societario in passivo da quattro stagioni consecutive (ultimo deficit dichiarato: 1,2 milioni di euro nel 2025, secondo i documenti depositati presso il registro delle imprese di Padova), ha chiuso la partita con 12 giocatori in rosa con contratti a termine entro la finestra invernale. Arzignano, invece, ha un debito tecnico più grave: la società è sotto amministrazione straordinaria da due anni, e l’ultimo bilancio presentato alla Lega Pro evidenziava un deficit di 1,8 milioni di euro, aggravato da un indebitamento con i fornitori di 420.000 euro per materiali non consegnati. Il derby tra Cittadella e Arzignano non è mai stato solo una sfida calcistica. Le due città si contendono da decenni il ruolo di polo culturale ed economico della provincia di Vicenza, e il calcio è diventato il terreno di scontro per questa rivalità. Cittadella, fondata nel 1217 come fortezza militare, vanta una cinta muraria restaurata nel 2020 e visitata da oltre 150.000 turisti l’anno, secondo i dati del comune. Arzignano, invece, si è specializzata nell’industria tessile e meccanica, con un PIL comunale che supera di 12 punti percentuali la media provinciale, ma manca di un’attrazione