europeo. Il match di ieri al Stadio di Twickenham non è stato solo una sconfitta sportiva: è stata l’ennesima dimostrazione di come il rugby femminile italiano sia un progetto a metà, finanziato da fondi pubblici che non arrivano mai a destinazione e da sponsor che preferiscono investire su marchi più visibili. Le atlete italiane hanno giocato con la consapevolezza che, anche se vincessero tutte le partite, il loro stipendio non salirebbe mai sopra i 50mila euro lordi all’anno. Negli Stati Uniti, invece, le giocatrici della nazionale sono anche azioniste di diritto delle loro squadre: il club che le impiega ha un interesse diretto a farle vincere, perché ogni meta segnata aumenta il valore del merchandising e gli introiti televisivi. In Italia, invece, il club più ambizioso (la Benetton Treviso) ha un budget di 2 milioni di euro all’anno, mentre le squadre di Serie A femminile si contendono briciole. L’allenatrice italiana, dopo la partita, ha parlato di