De Nederlandsche Bank ha reso noto mercoledì di aver completato il trasferimento di una quota significativa del proprio patrimonio aureo per garantire una maggiore rapidità di gestione. Stando al comunicato ufficiale diramato dall'istituto di credito di Amsterdam, le riserve detenute a Londra risultano negoziabili con maggiore efficienza rispetto a quelle precedentemente conservate a New York e Ottawa. La mossa risponde all'esigenza di ottimizzare la rapidità d'intervento in una situazione di crisi. Prima di questo ricollocamento strategico, la Banca olandese deteneva il 31,3 percento del proprio oro negli Stati Uniti e il 19,7 percento in Canada. Il Presidente dell'istituto, Olaf Sleijpen, ha precisato che l'operazione punta a rafforzare la resilienza e la preparazione complessiva dell'ente, pur auspicando che non si renda mai necessario l'impiego operativo di tali asset. Alla fine del 2025, il totale delle riserve auree dell'istituto ammontava a 612,4 tonnellate, con una valutazione complessiva pari a 72,2 miliardi di euro, corrispondenti a 83,7 miliardi di dollari. L'operazione logistica si inserisce in una fase di forte tensione sui mercati dei metalli preziosi, spinti al rialzo dalle preoccupazioni internazionali legate al conflitto in Iran e alle dinamiche della politica economica statunitense sotto l'amministrazione guidata da Donald Trump, fattori che hanno trainato le quotazioni dell'oro fino al raggiungimento di un Massimo trimestrale.