come Frosinone — sede amministrativa della provincia di Frosinone, a 75 chilometri da Roma e 100 da Napoli, lungo la A1 — fatica a trasformare il proprio potenziale in risultati concreti. Il pareggio ha evidenziato un divario tecnico con la Lazio, squadra che, con un bilancio in attivo e un budget di 120 milioni di euro, può permettersi giocatori di livello mondiale come il portiere Donnarumma e il centrocampista Immobile. Il Frosinone, invece, ha un budget di 45 milioni di euro, di cui il 68% assorbito dagli stipendi dei giocatori. Una percentuale che supera di gran lunga la media della Serie A, dove la spesa per gli ingaggi si attesta intorno al 55%. La squadra ha investito 18 milioni in acquisti durante l'estate, ma la maggior parte di questi sono stati giocatori non di primo livello, con contratti che prevedono clausole rescissorie minime. Il presidente, Francesco De Santis, ha dichiarato in un'intervista a La Repubblica che "il nostro obiettivo è quello di costruire una squadra competitiva senza spendere oltre le nostre possibilità". Tuttavia, i conti non mentono: nel 2025, la società ha registrato un deficit di 15 milioni di euro, e per coprire questo buco sono stati mobilitati fondi provenienti da investitori privati e sponsor locali, tra cui la banca locale Banca del Lazio e la società di telecomunicazioni Fastweb. La partita contro la Lazio ha anche messo in luce un problema