largo" con Matteo Renzi, la realtà è che Schlein ha tagliato fuori ogni competizione interna. I riformisti, che in copertura chiedono "armi linea rossa" per Kiev — tema che Schlein usa per unire il partito — hanno votato astenuti. Non è stato un semplice dissenso: è stata una bocciatura pubblica di un metodo. Mentre Conte e altri esponenti di area schleiniana festeggiavano la "vittoria", la minoranza ha lasciato intendere che la partita non è chiusa. Il messaggio era chiaro: se il PD vuole davvero un candidato unificato, deve tornare ai gazebo. La strategia di Schlein si basa su due pilastri fragili. Il primo è la narrativa della "unità" su Kiev, usata per