del PD, negli ultimi sei mesi +Europa ha votato contro il programma di governo su tre punti chiave: il taglio al reddito di cittadinanza (2019), la riforma della legge elettorale (2022) e la gestione dei fondi europei per l’occupazione (2024). «Non si tratta di un conflitto tra riformisti e radicali», ha dichiarato una fonte vicina a Schlein, «ma di una scelta strategica: o ci uniamo per competere con Meloni, o continuiamo a essere il suo comodo avversario diviso». Il riferimento è chiaro: se il centrosinistra non si presenterà come alternativa credibile, Meloni potrà continuare a cavalcare il tema della «divisione» nelle prossime consultazioni, come ha fatto nelle europee. Il problema è che la stessa Schlein, nel 2021, ha rifiutato un tavolo con Matteo Renzi per le primarie del PD, accelerando la frammentazione che oggi critica. «Allora eravamo in guerra per