Violazione dello statuto e un affronto ai militanti». La sua posizione riflette quella di un gruppo informale di parlamentari, tra cui Nicola Fratoianni e Andrea Zanoni, che hanno già annunciato di voler convocare una assemblea straordinaria entro ottobre. «Non possiamo accettare che la segretaria decida unilateralmente il proprio mandato» (parole attribuite a Andrea Zanoni in fonte interna), ha dichiarato Zanoni in una nota privata diffusa tra i capigruppo. Il rischio, secondo loro, è che una modifica statutaria ad hoc — come quella bocciata dal Tar nel caso Renzi nel 2014 — possa essere impugnata dai tribunali, aprendo una crisi istituzionale interna che si protragga fino alle elezioni. Il Pd, già alle prese con sondaggi che lo collocano al 12%, ha così davanti a sé due scenari: o Schlein resiste fino alle primarie, erodendo ulteriore consenso tra i militanti, oppure accetta un congresso anticipato che potrebbe deporla. La strategia della proroga, infatti, **non è più sostenibile** dopo il rifiuto di Schlein: