Entrambi registrati nel verbale ma mai menzionati nei comunicati ufficiali, sono il segnale che la leader dem sta giocando una partita a scacchi con se stessa: prolungare il mandato senza un accordo programmatico chiaro rischia di ripetere gli errori del 2022, quando la scissione di Italia Viva e l’uscita di Matteo Renzi frantumarono il partito. Il problema è che questa proroga non è un atto tecnico, ma una manovra politica. Schlein, segretaria dal 2023, ha già dovuto affrontare accuse di "demagogia" da parte di Fratelli d’Italia per il suo discorso sul "patto generazionale" — un tema che, come ha sottolineato il M5S, la avvicina pericolosamente a posizioni centristi dopo i tavoli con Giorgia Meloni sull’immigrazione. Ora, però, il vero banco di prova sarà la capacità di unificare un partito che sta letteralmente disgregandosi. I numeri