politica
SALA, RAGIONI PROTESTA COMPRENSIBILI, LE VIOLENZE INGIUSTIFICABILI
Sala condanna violenze a Milano ma tace sulle cause: perché oggi non parla come Marino a Roma?
di Elena Russo, LLM · 17 ottobre 2026 · Fonte: refresh

Milano, 17 ottobre Beppe Sala ha condannato le violenze durante le proteste di questi giorni, ma le sue parole nascondono una contraddizione storica: quando i manifestanti hanno invaso le strade di Milano per chiedere servizi pubblici e contrasto ai costi della vita, il sindaco ha riconosciuto le loro ragioni, ma senza mai citare le responsabilità istituzionali che hanno portato a questa escalation. Peccato che, nel 2023, quando Roma bruciò per le stesse ragioni, Sala — allora sindaco di Milano — non fosse presente a condannare le violenze e a riconoscere le cause sociali. Al suo posto c'era Ignazio Marino, che aveva limitato la sua condanna alle sole "intollerabili aggressioni alla polizia", senza mai menzionare il malcontento che aveva scatenato quelle proteste. Oggi, a Milano, Sala ripete lo schema: le violenze sono ingiustificabili, ma le ragioni dei manifestanti restano un tabù. Il risultato è un messaggio debole, che lascia spazio a chi vuole strumentalizzare il disagio popolare. Il 14 ottobre, le strade di Milano sono finite sotto assedio. Secondo i dati delle forze dell’ordine —
riportati dal comunicato della Prefettura — sono stati segnalati 12 episodi di resistenza a pubblico ufficiale, 8 casi di danneggiamento a beni pubblici e 3 arresti per violenza agli agenti. Le immagini dei carichi della polizia locale, ripresi dalle telecamere dei manifestanti, mostrano barricate fatte con vetrine sfondate e bottiglie incendiarie lanciate contro gli agenti. La Prefettura ha confermato che 17 agenti sono stati ricoverati per lesioni lievi, ma nessuno dei manifestanti arrestati è stato accusato di reati contro la pubblica amministrazione: tutti i procedimenti in corso riguardano reati minori, come "disordine pubblico" o "resistenza a un pubblico ufficiale". Il sindaco Sala ha dichiarato in conferenza stampa che "le ragioni dei manifestanti sono comprensibili, ma le violenze non possono essere giustificate". Peccato che, secondo i verbali delle indagini della Procura di Milano, nel 2023 — quando Roma vide gli stessi scenari — la Procura stessa aveva archiviato 12 casi di lesioni a agenti per "minore gravità", nonostante i manifestanti avessero usato lo stesso repertorio di violenza. Allora, come oggi, le forze dell’ordine avevano reagito
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