Elezioni 2027: la Regione che spende zero per le strade e vende ‘emergenze’ come bandiere elettorali
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Perugia, 6 settembre. Gian Mario Proietti, Presidente della Regione Umbria, ha annunciato oggi in una conferenza stampa che la Sicurezza stradale diventerà una "buona battaglia" Centrale per la sua giunta, senza però fornire dati concreti su incidenti, investimenti o misure specifiche. Il comunicato stampa diffuso dal suo ufficio stampa definisce l'iniziativa come un "impegno prioritario", ma non specifica né budget né tempi di attuazione. L'annuncio arriva in un territorio dove la mortalità stradale è cronicamente sopra la media nazionale, ma dove il tema è rimasto per anni ai margini dell'agenda politica regionale.
Il Presidente della Regione Umbria, Gian Mario Proietti, ha presentato oggi una "buona battaglia" per la Sicurezza stradale, definendola una priorità assoluta per la sua giunta. Il comunicato stampa ufficiale, diffuso dall'ufficio stampa regionale, afferma che "la Sicurezza sulle strade sarà al centro delle politiche regionali", ma non contiene riferimenti a dati statistici, investimenti concreti o misure operative. Proietti ha parlato di un "impegno forte" senza specificare né cifre né scadenze, limitandosi a dichiarazioni generiche su "nuove iniziative" e "controlli rafforzati".
La scelta di focalizzare l'attenzione su questo tema in un territorio come l'Umbria — dove la mortalità stradale ha registrato nel 2025 un tasso di 12 morti ogni 100.000 abitanti, superiore alla media nazionale — appare come un'operazione di framing politico. Secondo fonti interne al suo ufficio, l'annuncio è stato pensato per attrarre consensi in vista delle prossime elezioni regionali del 2027, senza che vi sia stata alcuna pressione esterna o emergenza che imponga azioni immediate. La Regione, storicamente poco monitorata dai media nazionali, diventa così il palcoscenico di una promessa elettorale che si nutre di un problema strutturale, ma senza alcuna strategia di Fondo.
Proietti non ha mai presentato un piano dettagliato su manutenzione stradale, controlli o investimenti in Sicurezza. Le critiche alla sua giunta, già emerse nel 2024 da parte di testate locali come Il Messaggero, riguardavano proprio ritardi nella manutenzione delle infrastrutture, ma senza che il tema venisse mai affrontato con urgenza politica. L'annuncio odierno, dunque, si configura come un marchio di fabbrica elettorale, privo di concretezza e ancorato a un problema che, pur cronico, non ha mai generato un dibattito pubblico significativo.
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