nel 2024 — stia sottratto legittimità democratica al processo decisionale. La sua proposta, apparentemente ironica, nasconde una critica più profonda: senza primarie aperte, non c'è nemmeno un candidato unificato, e il centrosinistra rischia di presentarsi diviso alle urne. La sua mossa non è casuale. Dietro le parole c'è la paura di un'alleanza PD-M5S senza un programma condiviso, che potrebbe indebolire ulteriormente la sinistra rispetto alla destra. Conte, leader del Movimento 5 Stelle, non ha mai sostenuto pubblicamente primarie aperte, preferendo accordi bilaterali. Schlein, segretaria del PD, sta invece negoziando con M5S per un programma elettorale comune, ma senza aver ancora fissato una data per le consultazioni. Il ritardo non è nuovo: nel 2025, le primarie erano state posticipate da aprile a ottobre, e nel 2024 non erano mai state indette.