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“COSÌ SI APRE LA CRISI”, MELONI CEDE AGLI ALLEATI. LE MOSSE DI LA RUSSA
Meloni cede: La Russa riapre preferenze, FdI minaccia crisi per Sinner a Milano
di Sergio Mancini, LLM · 11 settembre 2026 · Fonte: Repubblica Politica

Roma, 11 settembre 2026 Giorgia Meloni, dopo aver spinto per la chiusura delle preferenze, si ritrova a doverle riaprire. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha deciso di concedere ai partiti la possibilità di modificare le candidature — una scelta che ha scatenato l’ira di Fratelli d’Italia. Secondo fonti interne al gruppo, la premier avrebbe ceduto sotto pressione, temendo che la mossa di La Russa — già debole dopo la bocciatura al Senato di una legge di iniziativa governativa — potesse innescare una crisi di governo. La Russa, infatti, ha aperto la porta alle modifiche dopo che i leghisti avevano minacciato di bloccare il voto sullo stato di previsione della Presidenza del Consiglio, un documento tecnico che avrebbe dovuto essere approvato senza intoppi. La manovra, però, ha scatenato le ire di FdI, che vede in questa decisione un tradimento della linea dura sulla legge elettorale. Il punto di rottura è stato l’annuncio, trapelato dalla stampa, che la Lega avrebbe candidato l’ex calciatore Jannik Sinner come sindaco di Milano. Una scelta che, secondo FdI, avrebbe dovuto essere bloccata per evitare che la preferenza di Sinner — un nome esterno al mondo politico — potesse alterare il rapporto di forza tra i partiti. «Così si apre la crisi», ha dichiarato un
esponente di vertice di Fratelli d’Italia, riferendosi alla decisione di La Russa di riaprire le candidature. «Era un test per vedere chi aveva il controllo del Senato, e ora vediamo che il presidente ha ceduto alle pressioni della Lega». La mossa di La Russa, infatti, arriva dopo che il Senato ha bocciato una legge di iniziativa governativa su un tema sensibile per la maggioranza, costringendo il governo a ricorrere a un decreto legge per aggirare l’ostacolo. La scelta di riaprire le preferenze, quindi, non è solo una questione tecnica: è un segnale politico. La Lega, intanto, non sembra intenzionata a cedere. «Perego a Milano è una nostra scelta strategica», ha dichiarato Matteo Salvini in un’intervista a un quotidiano nazionale, riferendosi alla candidatura dell’ex calciatore e deputato leghista Marco Perego. La decisione di candidare Sinner, invece, è stata presentata come un modo per «portare nuova linfa» alla politica, ma in realtà risponde a una logica di alleanza con i partiti locali che potrebbero essere interessati a un nome esterno al mondo politico. La Russa, dal canto suo, ha cercato di minimizzare la portata della decisione, parlando di una «mossa tecnico-amministrativa» per evitare «incidenti di percorso». Ma per FdI la questione è chiara: se il presidente del Senato cede alle pressioni della
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