hoc come quello del 2017 in Lombardia, che aveva bloccato i finanziamenti ai comuni per sei mesi. Ora, il presidente della Repubblica ha chiesto una tabella di marcia concreta, con scadenze precise e provvedimenti legislativi. La posta in gioco non è solo tecnica, ma politica. I sindaci dei comuni più grandi — che ora si spartiscono risorse e competenze che dovrebbero spettare alle province — hanno tutto l’interesse a mantenere lo status quo. In Emilia-Romagna, per esempio, i comuni capoluogo hanno assorbito funzioni come la pianificazione urbanistica e la gestione dei trasporti, senza che venisse stabilito un meccanismo di ripartizione equa. Il governo, se non interviene, rischia di lasciare questi enti in una zona grigia giuridica, con il rischio di contenziosi con la Corte dei Conti o di perdite di finanziamenti europei. La lettera di Mattarella arriva in un momento delicato: il governo Conte è già sotto pressione per la gestione della crisi