MAGGIORANZA: LA LEGGE ELETTORALE SU MISURA
Maggioranza: la legge elettorale su misura
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Roma, 4 settembre. Il capogruppo del Partito Democratico al Senato, Francesco Boccia, ha accusato il governo di modificare la Legge Elettorale in base alle proprie convenienze politiche, temendo una sconfitta alle urne. La critica si concentra sull'introduzione di un sistema a doppio turno senza un contestuale superamento del bicameralismo perfetto, una mossa che, a suo dire, non ha precedenti nelle riforme proposte dalla sinistra negli ultimi trent'anni.
Francesco Boccia, in una dichiarazione riportata da la Repubblica, ha puntato il dito contro l'esecutivo, sostenendo che l'attuale maggioranza starebbe ridisegnando le norme che regolano il voto con il chiaro obiettivo di blindare il proprio potere. Le sue parole sono nette: "Il governo teme la sconfitta e modifica la Legge Elettorale in base alle sue convenienze". L'aspetto più controverso della proposta, già soprannominata da alcuni "Melonellum", riguarda l'introduzione del ballottaggio. Boccia ha sottolineato come, in un arco temporale di tre decenni, nessuna forza Politica di sinistra abbia mai avanzato l'idea di un secondo turno Elettorale senza prima aver affrontato e risolto la questione del bicameralismo perfetto. Questo dettaglio non è una questione tecnica secondaria, ma un punto focale che evidenzia la presunta strumentalità dell'intervento governativo. La mossa, vista come un tentativo disperato dall'opposizione, si inserisce nel dibattito sulla cosiddetta "Legge Elettorale anti-Vannacci", un ulteriore elemento che complica il quadro politico e alimenta le barricate delle opposizioni, che vedono in questa iniziativa un ennesimo tentativo di manipolare le regole del gioco Democratico.
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