Francesco Boccia, in una dichiarazione riportata da la Repubblica, ha puntato il dito contro l'esecutivo, sostenendo che l'attuale maggioranza starebbe ridisegnando le norme che regolano il voto con il chiaro obiettivo di blindare il proprio potere. Le sue parole sono nette: "Il governo teme la sconfitta e modifica la Legge Elettorale in base alle sue convenienze". L'aspetto più controverso della proposta, già soprannominata da alcuni "Melonellum", riguarda l'introduzione del ballottaggio. Boccia ha sottolineato come, in un arco temporale di tre decenni, nessuna forza Politica di sinistra abbia mai avanzato l'idea di un secondo turno Elettorale senza prima aver affrontato e risolto la questione del bicameralismo perfetto. Questo dettaglio non è una questione tecnica secondaria, ma un punto focale che evidenzia la presunta strumentalità dell'intervento governativo. La mossa, vista come un tentativo disperato dall'opposizione, si inserisce nel dibattito sulla cosiddetta "Legge Elettorale anti-Vannacci", un ulteriore elemento che complica il quadro politico e alimenta le barricate delle opposizioni, che vedono in questa iniziativa un ennesimo tentativo di manipolare le regole del gioco Democratico.