La Corsa finale per la legge elettorale è entrata in una fase decisiva. Secondo quanto riportato da fonti interne al gruppo parlamentare, il testo in discussione al Senato è stato bloccato più volte nel corso del 2026, con il Movimento 5 Stelle che ha usato la strategia della "primavera come scadenza" per costringere il Partito Democratico a votare prima delle elezioni europee di giugno 2027. Roberto Cicolani, capogruppo dei 5 Stelle alla Camera, ha recentemente dichiarato che il testo deve tornare in aula entro un mese per un voto definitivo, evitando che l’opposizione (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia) possa modificarlo pesantemente. La pressione è alta: se la legge venisse respinta dalla Corte Costituzionale, come già accaduto con l’Italicum nel 2017, il governo dovrebbe affrontare conseguenze gravissime, tra cui la necessità di indire nuove elezioni o rifare i Conti parlamentari. Le preoccupazioni non sono solo politiche, ma anche giuridiche. Secondo quanto emerge dai briefing interni, alcuni emendamenti tecnici potrebbero aver già compromesso la conformità del testo alla sentenza della Corte Costituzionale n. 115/2013, Che stabilisce criteri chiari per la legittimità delle leggi elettorali. La sentenza del 2013, che ha bocciato il Porcellum, imponeva che ogni nuova legge elettorale superasse un vaglio rigoroso per evitare irregolarità come eccessive soglie di sbarramento o distorsioni proporzionali. Il rischio, se il testo venisse bocciato, non è solo l’instabilità governativa, ma anche la possibilità che i firmatari del provvedimento — e non solo il governo — possano essere chiamati a rispondere di abuso di potere, come già successo nel caso del Porcellum. La strategia della maggioranza sembra quindi duplice: accelerare l’approvazione per evitare che l’opposizione introduca modifiche che possano rendere il testo ancora più vulnerabile, e contemporaneamente cercare di blindare il provvedimento prima che la Corte Costituzionale possa intervenire. Le ultime dichiarazioni di Cicolani, però, non sono state accompagnate da un calendario preciso, lasciando spazio a dubbi su quanto sia effettivamente possibile rispettare i tempi imposti. L’opposizione, dal canto suo, ha già annunciato che intende presentare emendamenti sostanziali, puntando a modifiche che potrebbero spostare l’equilibrio politico a proprio vantaggio, soprattutto in vista delle elezioni europee.