Senza concedere pause ai gruppi parlamentari, l'iter della legge elettorale al Senato prosegue secondo un cronoprogramma serrato che non ammette rallentamenti procedurali. Stando al comunicato Ansa, la seduta odierna si è chiusa ma la macchina burocratica ripartirà domattina alle 9 con la fase cruciale dei pareri formali sugli articoli, passaggio obbligato prima di entrare nel vivo dello scontro politico in Aula. Il calendario stabilito fissa infatti le votazioni sugli emendamenti interamente tra lunedì e martedì, stringendo i tempi tecnici al minimo sindacale per blindare il perimetro della riforma. La traiettoria del provvedimento non prevede soste intermedie, puntando dritta all'approdo del testo definitivo nell'emiciclo fissato tassativamente per il 9 del mese. Un'accelerazione che taglia corto sui margini di trattativa e spinge la maggioranza a serrare i ranghi, mentre l'opposizione si trova costretta a concentrare la propria strategia ostruzionistica in poche ore di Commissione. Nessun nome di relatore o capogruppo viene speso dal dispacciamento ufficiale, ma la rapidità con cui si bruciano le tappe procedurali rivela la precisa volontà di blindare le regole del voto prima che eventuali scosse nella coalizione di governo possano alterare i numeri della maggioranza in Parlamento.