ZAMPETTI RACCONTA IL QUIRINALE
Zampetti racconta il quirinale
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Roma, 17 ottobre Giovanni Zampetti, segretario generale del Quirinale, ha usato un’intervista per tracciare i confini del suo potere informale, quello che gli permette di filtrare comunicati, incontri e decisioni presidenziali senza alcuna base normativa chiara. In un articolo pubblicato ieri, Zampetti ha spiegato di agire come “ponte” tra Sergio Mattarella e la politica, sottolineando che il suo ruolo non è solo amministrativo ma anche di mediazione discrezionale su temi sensibili. Il problema non è tanto ciò che dice, quanto ciò che non dice: nessuna menzione esplicita dei meccanismi di trasparenza previsti dalla legge, né delle accuse di opacità che hanno già
colpito il Quirinale in casi precedenti, come il blocco di una fuga di notizie su un incontro tra Mattarella e la Lega lo scorso marzo. Il punto chiave dell’intervista è la legittimazione a posteriori di un potere che, se abusato, potrebbe trasformare il Quirinale in un filtro politico. Zampetti non cita mai la Legge 8/1995, che impone al Presidente della Repubblica di agire “nel rispetto delle norme costituzionali”, ma nega implicitamente che il suo ruolo possa essere soggetto a controlli esterni. “Non sono un ufficio stampa”, ha dichiarato, come se la distinzione fosse così netta da escludere ogni forma di accountability. In
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