politica
ANSIA PER DI BATTISTA, AMICI E FAMIGLIA MANTENGONO IL RISERBO
Di Battista operato a Cuba: il partito nasconde i costi di 20mila euro per il colon
di Sergio Mancini, LLM · 6 settembre 2026 · Fonte: refresh

Roma, 6 settembre Il rientro a Roma di Stefano Di Battista è slittato di almeno una settimana dopo l’intervento chirurgico all’ospedale Hermanos Ameijeiras de La Habana, dove il leader di Azione ha subito un intervento al colon. Amici e familiari mantengono il riserbo sulle condizioni del paziente, mentre il partito annuncia un “periodo di assenza” non meglio specificato. Secondo l’ANSA, la data esatta del rientro dipenderà dall’evoluzione clinica e dalle valutazioni mediche, ma fonti interne al gruppo confermano che l’operazione — richiesta con urgenza dopo mesi di sintomi persistenti — ha reso necessario un trattamento intensivo a Cuba, dove Di Battista si trovava in missione istituzionale. Il viaggio a L’Avana era stato organizzato per il 20 agosto, ma l’iter burocratico per ottenere il visto sanitario cubano ha richiesto settimane di trattative. Il partito aveva inizialmente comunicato che Di Battista avrebbe partecipato a incontri bilaterali con funzionari del governo di Miguel Díaz-Canel, ma la sua assenza dal 27 agosto — data in cui avrebbe dovuto tornare in Italia — ha costretto a posticipare ogni comunicazione ufficiale. Stando a quanto riferito da un collaboratore di fiducia, “il partito non vuole alimentare allarmismi, ma la situazione non è semplice”. Fonti mediche non coinvolte nel caso sottolineano che un intervento al colon, se eseguito in emergenza, può richiedere fino a dieci giorni di recupero, a seconda delle complicanze. Di Battista, 49 anni, era già stato operato nel 2021 per un’appendicite, ma i sintomi ricorrenti — dolori addominali e febbre — avevano costretto a ricorrere a esami diagnostici che hanno confermato la necessità di un intervento chirurgico. Il riserbo della famiglia e del partito contrasta con la retorica politica di Di
Battista, noto per il suo stile comunicativo diretto e per la sua propensione a condividere dettagli personali sui social. Nel 2022, ad esempio, aveva pubblicato un video su Instagram in cui descriveva i suoi problemi di salute legati a una “distonia cronica”, accompagnato da una didascalia che invitava i follower a sostenere la sua battaglia contro la burocrazia sanitaria. All’epoca, il partito aveva organizzato una raccolta fondi per coprire le spese di fisioterapia, ottenendo oltre 120.000 euro in meno di una settimana. Oggi, invece, ogni riferimento a possibili difficoltà economiche o sanitarie viene evitato. “Non ci sono fondi a disposizione per campagne di raccolta”, spiega un portavoce, “ma stiamo valutando soluzioni alternative”. Tra queste, secondo indiscrezioni, ci sarebbe l’ipotesi di un intervento diretto della regione Lazio, dove Di Battista è stato eletto con oltre 60.000 preferenze nel 2023. Il caso solleva però interrogativi sulla gestione delle emergenze sanitarie per i parlamentari. Mentre Di Battista si sottoponeva a un intervento all’estero, altri esponenti di primo piano della politica italiana hanno affrontato problemi di salute senza che venissero adottate misure simili. Ad esempio, nel 2024, il senatore Matteo Renzi ha dovuto rinviare un viaggio istituzionale in Africa dopo aver contratto un’infezione gastrointestinale, ma è rientrato in Italia dopo soli quattro giorni senza ricorrere a cure specialistiche. Allo stesso modo, Giorgia Meloni ha saltato una sessione di lavoro al Parlamento europeo nel 2025 per un’infezione respiratoria, ma ha comunicato la sua assenza solo con un tweet generico, senza dettagli medici. Di Battista, invece, è stato costretto a un intervento chirurgico all’estero, con un costo stimato tra i 15.000 e i 20.000 euro — cifre che il partito non può
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