violente, ma ha scatenato una tempesta di critiche da parte di magistrati, costituzionalisti e organizzazioni per i diritti civili. Secondo la bozza iniziale, i ragazzi sotto i 18 anni avrebbero potuto essere fermati per 24 ore in caso di reati come danneggiamenti o resistenza agli agenti. Il testo violava l’articolo 13 della Costituzione, che tutela la libertà personale, e la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, ratificata dall’Italia nel 1991. La Corte costituzionale aveva già bocciato misure simili in passato, come nel 2019 con il decreto sicurezza, che aveva introdotto limiti analoghi per i migranti. Il governo, però, ha scelto di ignorare i pareri giurisprudenziali e di spingersi fino al confronto con il Quirinale. Secondo fonti interne, il capo dello Stato avrebbe fatto intendere che un veto presidenziale