cronache parlamentari, la trattativa avrebbe coinvolto «non tutte le forze di opposizione», un dettaglio che Conte ha lasciato intendere come un attacco velato a Italia Viva, accusato di aver ceduto a pressioni esterne. L’ex premier ha anche sottolineato come, dopo ore di discussioni, il numero delle firme sia stato ridotto da nove a sei mila per collegio. «Dopo aver litigato per una notte intera, battendoci con le altre forze di opposizione — non tutte — sono scesi a seimila firme», ha detto Conte, lasciando intendere che l’accordo fosse stato raggiunto senza il consenso di tutti i partner oppositori. Fonti interne al M5S, citate da fonti giornalistiche, confermano che Conte non ha gradito l’atteggiamento di Italia Viva, che avrebbe adottato un «laissez-faire» nella difesa della norma. La norma stessa, però, non è nuova: già nel 2019 era stata introdotta una soglia di cinque mila firme per collegio per i partiti non parlamentari, poi aumentata a sei mila nel 2024. Nessuna impugnazione è mai stata accolta dalla Corte Costituzionale per eccesso di firme, ma la sentenza n. 123 del 2020 aveva già annullato parti del Rosatellum bis per «disproporzione» tra soglie per liste e partiti