OTTO DECISIONI DELLA CONSULTA SENZA UNA LEGGE DEL PARLAMENTO
Otto decisioni della consulta senza una legge del parlamento
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Roma, 3 settembre 2026. La Corte Costituzionale ha emesso otto decisioni in otto anni sul fine vita, passando dal caso di Dj Fabo alla recente legge della Regione Veneto, mentre il Parlamento continua a non legiferare sulla materia.
Secondo quanto emerge dai dati diffusi da ANSA, l'evoluzione del quadro normativo italiano sul fine vita è interamente guidata dai pronunciamenti della Consulta, che in quasi un decennio è intervenuta per colmare il vuoto lasciato dal potere legislativo. Il percorso giudiziario e sociale è iniziato con la vicenda giudiziaria di Fabiano Antoniani, noto come Dj Fabo, e con l'azione legale promossa da Marco Cappato, che ha portato la Corte a dichiarare parzialmente illegittimo l'articolo 580 del codice Penale sull'istigazione o aiuto al suicidio. Da quel momento cruciale, attraverso interventi successivi e scadenze imposte alle istituzioni, la giurisprudenza Costituzionale ha dettato i criteri per l'accesso al suicidio medicalmente assistito, arrivando infine a esaminare le iniziative normative regionali come quella promossa dalla Regione Veneto. In tutti questi anni, il Parlamento ha ripetutamente ignorato gli inviti pressanti dei giudici costituzionali a varare una legge organica che disciplini il diritto al fine vita, concedendo ripetute proroghe e fissando scadenze che i partiti hanno sistematicamente disatteso, lasciando i tribunali, i medici e i malati in una condizione di permanente incertezza giuridica.
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