ATTIVISTA ARRESTATA IN CLINICA FIRENZE: LATITANZA ORGANIZZATA DA GRUPPO RADICALI
Attivista arrestata in clinica firenze: latitanza organizzata da gruppo radicali
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Firenze, 11 settembre. Una giovane attivista legata ai Radicali è stata arrestata ieri dopo essere stata tenuta latitante in una clinica fiorentina sospettata di pratiche abortive clandestine, secondo quanto riferito dall’ANSA. L’identità della donna non è stata ancora resa pubblica, ma la notizia ha scatenato immediate polemiche tra chi accusa il gruppo di copertura illegale e chi denuncia un’ennesima strumentalizzazione dei diritti riproduttivi.
La vicenda è esplosa quando le forze dell’ordine hanno irromputo nella struttura sanitaria di Firenze, dove la giovane era stata portata dai propri compagni attivisti. Secondo quanto riportato dall’ANSA, la latitanza organizzata avrebbe avuto lo scopo di proteggerla da possibili controlli giudiziari o sanitari, ma le autorità non hanno ancora chiarito se l’arresto sia legato a un reato Penale o a una violazione delle norme sull’interruzione volontaria di gravidanza (IVG). La clinica, già sotto osservazione per sospetti di pratiche illegali, è stata chiusa in attesa di accertamenti.
I Radicali, attraverso una nota diffusa in serata, hanno negato ogni coinvolgimento nella copertura dell’attivista, definendo l’accaduto “una grave violazione della Privacy e dei diritti fondamentali”. Tuttavia, la Procura di Firenze ha avviato indagini per “resistenza a pubblico ufficiale” e “omessa denuncia”, reati che potrebbero configurarsi se la latitanza fosse stata organizzata per ostacolare le autorità. Non è ancora chiaro se la donna sia stata sottoposta a un aborto clandestino o se la sua presenza nella clinica fosse legata a un altro motivo.
La clinica, operativa da anni nel contesto fiorentino — storicamente sensibile alle battaglie per i diritti riproduttivi — è stata segnalata in passato per irregolarità sanitarie, ma non erano mai emerse accuse di reati penali. L’arresto della giovane, che secondo fonti interne ai Radicali avrebbe avuto ruoli di coordinamento nelle campagne per l’IVG, ha inaspettatamente diviso il partito: mentre alcuni esponenti hanno invocato una linea dura contro le “strumentalizzazioni della destra”, altri hanno chiesto cautela, temendo un’ondata di sospetti che potrebbe danneggiare la credibilità dell’associazione.
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