Secondo le stime di Kiev, gli attacchi russi degli ultimi tre mesi hanno colpito 12 sottostazioni elettriche in Ucraina orientale, con un bilancio di almeno 47 civili uccisi e 120.000 senza elettricità per periodi superiori alle 24 ore. Mosca non ha mai confermato questi numeri, ma ha rivendicato gli attacchi come "contromisure necessarie" contro le basi ucraine che, secondo il Cremlino, sarebbero state usate per colpire obiettivi russi in Crimea. La riattivazione della condivisione di intelligence non è solo una questione di sopravvivenza militare, ma un segnale geopolitico con conseguenze dirette sul fronte economico italiano. L’Ucraina è il secondo fornitore di grano dell’Unione Europea dopo la Francia, e la sua capacità di resistere agli attacchi russi — soprattutto in vista dell’inverno — determinerebbe se i prezzi dei cereali nei supermercati italiani saliranno ulteriormente o rimarranno stabili. Nel 2025, quando gli aiuti americani furono interrotti, il PIL ucraino subì una contrazione del 3,2%, secondo i dati della Banca Mondiale, e le esportazioni di grano crollarono del 18%. Ora, invece, la ripresa dei flussi di dati potrebbe permettere a Kiev di mantenere aperte le rotte commerciali verso i porti