includeva la partecipazione a programmi Ue come Horizon Europe (il principale strumento di finanziamento per la ricerca e l’innovazione) e il mercato unico digitale, oltre a una clausola di reciprocità sui servizi finanziari. La richiesta, tuttavia, non è ancora stata formalizzata in un documento ufficiale, e la Commissione europea ha finora declinato ogni commento sulla questione. La mossa di Trudeau non è casuale. Da quando gli Stati Uniti hanno riaperto il fronte commerciale con dazi mirati alle esportazioni canadesi — che nel 2025 hanno rappresentato il 7,5% del PIL canadese, secondo dati di Statistics Canada — Ottawa ha cercato di diversificare i propri mercati. L’UE rappresenta il secondo partner commerciale del Canada dopo gli Stati Uniti, con un volume di scambi che supera i 90 miliardi di dollari all’anno, ma la collaborazione istituzionale è limitata a meccanismi di consultazione non vincolanti. Un membro associato, invece, avrebbe accesso diretto alle decisioni su regolamentazioni, standard tecnici e accordi commerciali, riducendo la dipendenza da Washington. La strategia, però, non è priva di ostacoli. La Francia e alcuni Paesi dell’Europa orientale hanno storicamente mostrato resistenze a espandere ulteriormente il gruppo di Stati con accesso parziale