sue visite erano state descritte come "informali" dai media russi, ma i suoi spostamenti — spesso accompagnati da incontri con oligarchi e funzionari di medio rango — suggerivano un ruolo molto più concreto. Nel 2025, il New York Times aveva rivelato che Witkoff era diventato il principale punto di contatto tra la Casa Bianca e Putin per questioni sensibili, inclusi i negoziati sul grano ucraino e il ritiro delle truppe russe da alcune zone del Donbass. La sua ultima missione ufficiale, secondo fonti vicine al Dipartimento di Stato, era stata quella di convincere Putin a ritirare le truppe dalla Transnistria moldava in cambio di garanzie energetiche dagli Stati Uniti. Il comunicato di ieri, diffuso attraverso l’agenzia ANSA, non specifica le ragioni del ritiro. Ma alcuni dettagli emergono dai canali non ufficiali. Secondo un ex consigliere della Casa Bianca, citato da Politico, le trattative si sono arenate su due punti: la richiesta statunitense di un ritiro totale delle truppe russe dalla Siria — una linea rossa per Mosca — e il rifiuto di Putin di impegnarsi su un calendario per la riapertura dei corridoi umanitari in Gaza. Witkoff, che aveva viaggiato a Mosca