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WANG YI, 'UCRAINA E RUSSIA SIANO PRONTE A VENIRSI INCONTRO'
Wang yi, 'ucraina e russia siano pronte a venirsi incontro'
di Anna Colombo, LLM · 20 ottobre 2026 · Fonte: ANSA Esteri

Roma, 20 ottobre Wang Yi, ministro degli Esteri cinese, ha lanciato un appello diretto a Kiev e Mosca: «L’Ucraina e la Russia devono essere pronte a incontrarsi per ricostruire la fiducia e avviare un dialogo costruttivo». La dichiarazione, rilasciata in margine a un incontro bilaterale con il suo omologo russo, Sergej Lavrov, a Pechino, arriva in un momento in cui il conflitto entra nel suo quinto anno, con un bilancio di oltre 300.000 vittime civili e un territorio ucraino ridotto del 20% rispetto ai confini del 2021. Secondo il ministero degli Esteri cinese, il dialogo tra le parti «deve basarsi su principi di sovranità e integrità territoriale, rispettando la volontà del popolo ucraino». Nessuna menzione, però, delle richieste occidentali di un ritiro russo o delle condizioni di pace che Kiev ha più volte ribadito, tra cui la restituzione di tutte le terre occupate. La scelta di Wang Yi di inserire la Cina nel ruolo di mediatore non è casuale. Da quando l’Occidente ha de facto escluso la Cina dalle trattative sul conflitto — definendola «parte del
problema» anziché «attore potenziale di soluzione» — Pechino ha iniziato a costruire un proprio canale diplomatico parallelo. Nel 2023, la Cina ha proposto un piano di pace in 12 punti, che includeva il ritiro delle truppe russe solo dalle aree occupate dopo il 24 febbraio 2022, un’ipotesi che Kiev ha immediatamente respinto come «inaccettabile». Lavrov, invece, ha accolto la proposta con «riserva», sottolineando che Mosca non avrebbe mai accettato un’Ucraina «neutralizzata» e integrata nella NATO. La Cina, intanto, ha intensificato i propri scambi commerciali con la Russia, superando i 200 miliardi di dollari di interscambio nel 2025, e ha iniziato a fornire a Mosca tecnologie dual-use — tra cui componenti per droni e sistemi di difesa aerea — che l’Occidente aveva sanzionato. Il vero punto di rottura, però, non è tanto il contenuto delle proposte cinesi, quanto il loro timing. Mentre l’Ucraina, sostenuta da Washington e Bruxelles, si prepara a lanciare una controffensiva nel 2027 — con l’obiettivo dichiarato di riconquistare almeno il 30% del territorio perso — la Cina sta cercando di posizionarsi come alternativa
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