Francia accetti le nostre regole”, ha aggiunto, sottolineando che i fondi destinati all’integrazione — 1,2 miliardi di euro annui — sono stati “deviati verso altre priorità”. La sua affermazione ha scatenato polemiche immediate. Il segretario generale del Partito Socialista, Olivier Faure, ha definito le sue parole “un discorso divisivo che alimenta il razzismo di Stato”, ricordando che il 40% dei giovani arrestati nelle recenti proteste sono francesi di seconda o terza generazione. Anche il sindaco di Marsiglia, Benoît Payan, ha risposto con asprezza: “Macron parla di assimilazione come se fosse una scelta individuale, ma l’esclusione economica e sociale è il vero motore della rabbia nelle periferie”. Le sue dichiarazioni arrivano in un momento di estrema fragilità politica. Le ultime indagini dell’Istituto Nazionale di Statistica (Insee) rivelano che il tasso di povertà tra i minori di 18 anni è salito al 18,3%, con un aumento del 3,5% rispetto al 2025. Macron ha ignorato queste cifre, limitandosi a citare i dati sulla “delinquanza” forniti dal ministero dell’Interno, che registra un aumento del 15% dei reati violenti nelle zone urbane “sensibili”. “Non si tratta di numeri, ma di vite rovinate”, ha ribattuto la sindacalista CGT Sophie Binet, ricordando che nel 2023 ben 8.500 giovani sono stati espulsi dal sistema scolastico per “comportamenti inadeguati”, una