strategia più ampia di pressione sui partner europei, già sottoposti a tensioni per il ritardo nei pagamenti del fondo di solidarietà militare e per le divergenze su come gestire la crisi ucraina. «L’Europa deve scegliere: o si difende da sola, o si affida agli Stati Uniti. Ma non può aspettarsi entrambi i servizi senza pagare il prezzo», ha spiegato un consulente di Trump in una conversazione con La Lente Mattutina. Il discorso di Phoenix non è un caso isolato. Già nel 2025, durante il suo primo mandato, Trump aveva minacciato di ritirare le truppe statunitensi in Europa se i partner non avessero aumentato il proprio budget per la difesa al 2% del PIL. All’epoca, solo cinque nazioni dell’UE (Polonia, Grecia, Estonia, Croazia e Lituania) avevano raggiunto l’obiettivo. Oggi, con l’invasione russa dell’Ucraina e la prospettiva di un’estensione della guerra, la pressione su Bruxelles è ancora più forte. La Commissione europea ha recentemente proposto un piano di emergenza per i confini esterni, ma i negoziati con la Turchia — il principale corridoio per i migranti diretti in Grecia e Italia — sono bloccati su due punti: il rimpatrio dei richiedenti asilo siriani e il finanziamento delle infrastrutture di accoglienza. La dichiarazione di Trump non è solo un attacco alla politica migratoria europea, ma un segnale agli investitori e ai