misure concrete intenda adottare per contrastare il presunto svantaggio storico dei presidenti in carica. Le midterm del 2026 non sono solo un referendum sul mandato di Trump, ma un test cruciale per l’equilibrio di potere negli Stati Uniti, con conseguenze dirette anche per l’Italia. Un Congresso controllato dai repubblicani potrebbe portare a una politica estera più aggressiva nei confronti della Cina, con ripercussioni immediate sulle catene di approvvigionamento europee, in particolare per le industrie automobilistiche e tecnologiche italiane. In caso di vittoria democratica, invece, si profilerebbero maggiori pressioni sulla UE per un approccio più unitario nei confronti di Mosca, con possibili ripercussioni sui flussi energetici e sui contratti di gas già negoziati con la Russia. La strategia di Trump, basata su un’intensa attività di campagna, riflette una consapevolezza: le midterm non sono mai state un referendum diretto sul presidente, ma un voto su questioni locali come l’economia, l’immigrazione e i servizi sanitari. Tuttavia, il suo messaggio — «sfateremo la tradizione» — è una dichiarazione di guerra