Secondo quanto reso noto dal Ministro dell'Interno John Reimberg, l'azione militare ha colpito imbarcazioni impiegate sistematicamente per il trasporto di carburante e provviste logistiche destinate alle rotte del narcotraffico Internazionale. Il bilancio ufficiale dell'intervento, diffuso dalle autorità di Quito, conferma l'eliminazione dei mezzi navali senza registrare vittime civili ma interrompendo una delle linee di rifornimento marittimo più attive nell'area del Pacifico sudamericano. Le unità militari ecuadoriane, operando in stretto coordinamento con gli apparati di Sicurezza degli Stati Uniti, hanno individuato e neutralizzato i tre scafi che operavano fuori dalle rotte commerciali convenzionali. Nessuna smentita o replica è giunta finora dai gruppi criminali organizzati che gestiscono il traffico di cocaina lungo le coste della regione, mentre i comandi militari congiunti mantengono il Massimo riserbo sulle coordinate esatte dell'affondamento e sulla composizione dei carichi sequestrati prima della distruzione definitiva dei natanti. L'operazione rientra in una strategia di interdizione marittima intensificata negli ultimi mesi lungo la fascia costiera dell'Ecuador, Repubblica presidenziale di 18 milioni di abitanti estesa su 283561 chilometri quadrati, ormai trasformata nel principale snodo logistico per la cocaina diretta verso il Nord America e l'Europa.