SVALBARD, L’ACQUA DEL RUBINETTO NON È PIÙ POTABILE: “CON IL PERMAFROST SCIOLTO O
Svalbard, l’acqua del rubinetto non è più potabile: “con il permafrost sciolto o
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Svalbard, 20 ottobre. Il rubinetto di Longyearbyen non eroga più acqua potabile. Non perché la fonte sia esaurita — il permafrost che l’ha sempre protetta si è sciolto, e con esso sono emersi metalli pesanti nel sottosuolo. L’annuncio arriva dal governo norvegese, che ieri ha dichiarato lo stato d’emergenza idrica nella stazione di ricerca più settentrionale del mondo, dove vivono 2.940 abitanti. Secondo il ministero dell’Ambiente di Oslo, i livelli di arsenico e piombo superano di oltre il 300% i limiti UE. Le acque di fusione hanno dilavato i depositi contaminati, lasciando un retrogusto di uranio impoverito: «Non è
un problema locale — ha dichiarato al Dagbladet la dottoressa Elin Solberg, direttrice del dipartimento idrico di Svalbard — è la prima volta che registriamo una contaminazione così diffusa in un’area così remota. Il permafrost è morto. Ora tocca ai nostri figli bere l’acqua di fusione». La notizia non è un’eccezione. È il segnale di un collasso in corso, e l’arco artico è il termometro più sensibile. Nel 2025 la Russia ha chiuso una base scientifica a Tiksi, in Siberia, dopo che il terreno ha iniziato a sprofondare a velocità di 10 centimetri l’anno. Lo stesso anno, la Groenlandia
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