un problema locale — ha dichiarato al Dagbladet la dottoressa Elin Solberg, direttrice del dipartimento idrico di Svalbard — è la prima volta che registriamo una contaminazione così diffusa in un’area così remota. Il permafrost è morto. Ora tocca ai nostri figli bere l’acqua di fusione». La notizia non è un’eccezione. È il segnale di un collasso in corso, e l’arco artico è il termometro più sensibile. Nel 2025 la Russia ha chiuso una base scientifica a Tiksi, in Siberia, dopo che il terreno ha iniziato a sprofondare a velocità di 10 centimetri l’anno. Lo stesso anno, la Groenlandia