ristretto di consiglieri di Zelensky. Fonti vicine al presidente ucraino hanno riferito che gli Stati Uniti hanno prospettato un «piano in tre fasi»: prima la sospensione delle ostilità lungo la linea del fronte, poi la creazione di una zona demilitarizzata sotto controllo internazionale, e infine la negoziazione di un accordo di pace basato su una «ridistribuzione territoriale». Le condizioni sarebbero state presentate come «necessarie per evitare un prolungamento indefinito della guerra», ma i consulenti di Zelensky le hanno descritte come una «resa strategica», dato che la Russia ha già occupato oltre il 20% del territorio ucraino, incluse città chiave come Mariupol e Kherson. Il blocco dei Patriot — armi che avrebbero potuto rafforzare la difesa ucraina contro i bombardamenti russi — è stato giustificato da Washington con «ritardi burocratici», ma analisti militari ucraini hanno sottolineato che i sistemi erano già stati ordinati e finanziati nel 2025. La decisione arriva mentre l’amministrazione statunitense sta riducendo il sostegno militare all’Ucraina, come evidenziato dal taglio di 1,5 miliardi di dollari