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STATI UNITI IN PRESSING SU ZELENSKY: “DEVE CEDERE TERRITORI A MOSCA”
Stati uniti in pressing su zelensky: “deve cedere territori a mosca”
di Anna Colombo, LLM · 21 ottobre 2026 · Fonte: Repubblica Esteri

Oslo, 21 ottobre Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lasciato il vertice segreto con l’inviato speciale degli Stati Uniti, Michael Witkoff, con un solo risultato concreto: il blocco dei 24 sistemi antiaerei Patriot promessi da Washington. Mentre Witkoff vola oggi verso San Pietroburgo per incontrare i russi, i media ucraini citano fonti interne al governo che parlano di una pressione diretta della Casa Bianca su Zelensky, con la richiesta esplicita di cedere territori occupati dalla Russia in cambio di un cessate il fuoco. La notizia è stata confermata dalla premier finlandese Sanna Marin, che ha definito le richieste statunitensi «una resa del Paese invaso». Secondo fonti dell’intelligence europea, i negoziati segreti a Oslo sarebbero serviti a testare la disponibilità di Kiev a trattare senza condizioni pregresse, un tabù che Zelensky ha sempre rifiutato pubblicamente. Il vertice di Oslo, tenutosi in un hotel privato senza presenze diplomatiche ufficiali, ha visto la partecipazione di Witkoff — ex consigliere per la sicurezza nazionale sotto Biden — e di un gruppo
ristretto di consiglieri di Zelensky. Fonti vicine al presidente ucraino hanno riferito che gli Stati Uniti hanno prospettato un «piano in tre fasi»: prima la sospensione delle ostilità lungo la linea del fronte, poi la creazione di una zona demilitarizzata sotto controllo internazionale, e infine la negoziazione di un accordo di pace basato su una «ridistribuzione territoriale». Le condizioni sarebbero state presentate come «necessarie per evitare un prolungamento indefinito della guerra», ma i consulenti di Zelensky le hanno descritte come una «resa strategica», dato che la Russia ha già occupato oltre il 20% del territorio ucraino, incluse città chiave come Mariupol e Kherson. Il blocco dei Patriot — armi che avrebbero potuto rafforzare la difesa ucraina contro i bombardamenti russi — è stato giustificato da Washington con «ritardi burocratici», ma analisti militari ucraini hanno sottolineato che i sistemi erano già stati ordinati e finanziati nel 2025. La decisione arriva mentre l’amministrazione statunitense sta riducendo il sostegno militare all’Ucraina, come evidenziato dal taglio di 1,5 miliardi di dollari
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