SQUALO UCCIDE NUOTATRICE AL LARGO DELLA COSTA SUD-ORIENTALE DEL SUDAFRICA
Squalo uccide nuotatrice al largo della costa sud-orientale del sudafrica
Squali, mare e cambiamenti climatici: perché un attacco al largo del Sudafrica non è solo una tragedia individuale Durban, 20 ottobre Una nuotatrice di 28 anni è stata uccisa da uno squalo al largo della costa sud-orientale del Sudafrica, secondo quanto riferito da fonti locali citate dall’ANSA. L’incidente, avvenuto nella mattinata di martedì, ha scatenato un dibattito pubblico che va oltre il caso specifico: mentre le autorità sudafricane hanno confermato il decesso e invitato i bagnanti a evitare le acque dopo il tramonto, gli scienziati marini sottolineano un fenomeno più ampio e preoccupante. I dati raccolti negli ultimi anni mostrano infatti un aumento del 36% della presenza di squali nella zona costiera del Sudafrica, legato a mutamenti delle correnti marine e al riscaldamento degli oceani. Il governo locale ha già attivato pattuglie costiere rinforzate, ma l’allarme non è solo sanitario: si tratta di un segnale visibile delle conseguenze del cambiamento climatico sugli ecosistemi marini, con ricadute economiche immediate per il turismo balneare, settore che rappresenta il 7,5% del PIL della provincia di KwaZulu-Natal. Il caso della nuotatrice, identificata come Lerato Mphahlele, è il quinto incidente mortale causato da squali registrato nel Paese quest’anno. Le autorità hanno escluso fattori legati a attività umane, come la pesca illegale o l’inquinamento, ma hanno confermato che la specie coinvolta —
