l'operazione mira a "evitare il sovraffollamento dei centri di accoglienza" e a "garantire il rispetto delle procedure legali di asilo", pur ammettendo che la pressione sul confine persiste. "Non possiamo chiudere gli occhi di fronte a una situazione che mette a rischio la stabilità sociale e la sicurezza di Ceuta", ha dichiarato Saiz in una conferenza stampa tenuta ieri mattina. Il dato più significativo, però, non sono le cifre in sé, ma il contesto geopolitico in cui si inserisce questa operazione. Ceuta non è solo un lembo di terra spagnola nel Nordafrica: è un punto strategico nello stretto di Gibilterra, l'unico passaggio naturale tra il Mediterraneo e l'Oceano Atlantico. Controllare il flusso di migranti attraverso questa città significa, in realtà, esercitare un'influenza indiretta sulle dinamiche migratorie che attraversano l'intero Mediterraneo occidentale. Il Marocco, da parte sua, non è un attore passivo: Rabat ha da tempo trasformato la gestione dei flussi migratori in uno strumento di negoziazione politica, sia con l'Unione europea che