L’intervento del Cosmos 2612, un satellite di sorveglianza russo lanciato nel 2021, non è stato rivendicato da Mosca, ma analisti militari occidentali lo hanno identificato come parte di una strategia crescente di interferenze elettroniche e fisiche nello spazio. Secondo il Finnish Defence Forces Command, il satellite russo ha utilizzato tecniche di close approach—avvicinamenti controllati a distanze inferiori ai 100 metri—per destabilizzare la posizione della Iceye X-36, una manovra che ricorda le prove di anti-satellite condotte dalla Cina nel 2021 e dagli Stati Uniti nel 2019. La Finlandia, membro della NATO dal 2023, ha reagito con una nota ufficiale che definisce l’evento “un atto inaccettabile che minaccia la sicurezza dello spazio”. Il governo di Helsinki ha avviato consultazioni urgenti con la NATO e gli Stati Uniti, che hanno già espresso preoccupazione per l’escalation delle attività russe in orbita. L’amministrazione di Joe Biden, in un briefing riservato ai capi di stato maggiore, ha sottolineato come questo incidente dimostri che la guerra in Ucraina si sta estendendo anche oltre i confini terrestri e marittimi. La domanda che ora si