L'annuncio arriva nel contesto degli scontri che da mesi interessano l'Oblast di Kherson, uno dei territori ucraini che Mosca rivendica come propri dopo i referendum del settembre 2022 mai riconosciuti dalla comunità Internazionale. Oleshky, conosciuta fino al 2016 come Tsiurupynsk, conta poco più di 24 mila abitanti ed è il centro abitato più antico della regione. La sua posizione strategica sulla sponda sinistra del Dnieper, a pochi chilometri a est del capoluogo Kherson, la rende un nodo logistico sensibile per il controllo del fiume e delle rotte di rifornimento verso la Crimea. Secondo il comunicato diffuso dalle autorità russe, la tregua avrebbe carattere strettamente umanitario: permettere l'evacuazione dei civili rimasti in città e la consegna di aiuti alle popolazioni bloccate dai combattimenti. Non sono stati resi noti la Durata prevista della sospensione delle ostilità né i corridoi esatti che verrebbero aperti. Kiev non ha al momento confermato l'accordo né fornito garanzie sul rispetto del cessate il fuoco da parte delle proprie forze. In passato analoghe dichiarazioni unilaterali russe — come quella per Mariupol nell'aprile 2022 o per Azovstal nel maggio dello stesso anno — si sono rivelate di Durata limitata o non rispettate sul terreno. La Croce Rossa Internazionale e l'Ufficio ONU per il coordinamento degli affari umanitari non hanno ancora emesso dichiarazioni ufficiali sull'iniziativa. La popolazione di Oleshky vive da mesi senza elettricità stabile, con approvvigionamento idrico intermittente e accesso limitato a cure mediche, secondo testimonianze raccolte da organizzazioni non governative operative nella zona.