I raid notturni degli Stati Uniti hanno causato la morte di undici persone in Iran, secondo quanto riportato da fonti iraniane. Il vicegovernatore della provincia sud-occidentale del Khuzestan, citato dall'agenzia di stampa Irna, ha riferito che tre località sono state colpite, lasciando sul terreno sette morti e otto feriti. Una dinamica ancora più drammatica era stata descritta in precedenza dalla Mezzaluna Rossa iraniana, che aveva parlato di quattro morti, tra cui un bambino, e oltre cinquanta feriti in un attacco statunitense durante un matrimonio nella contea di Sirik, nel sud del Paese. La risposta di Teheran non si è fatta attendere, con il lancio di missili e droni diretti verso il Kuwait, segnando un'ulteriore accensione della miccia nella regione. Da parte sua, il Presidente americano Donald Trump ha ribadito su Truth la sua posizione intransigente. "Se reagiscono non ne rimarrà nulla", ha scritto, aggiungendo di non essere interessato a costringere l'Iran a negoziare e di preferire "di gran lunga" l'attuale "posizione" degli Stati Uniti. Trump ha poi sottolineato il "controllo quasi totale dello Stretto di Hormuz" da parte americana e ha descritto l'Economia iraniana come "al collasso", concludendo con una domanda retorica sul momento in cui "il popolo iraniano si solleverà per combattere".