fondi pubblici. Nel 2022, l’Istituto Italiano di Cultura di Berlino denunciò un ritardo di sei mesi nel pagamento di 300.000 euro, giustificato dal ministero con "ritardi burocratici". In quel caso, il denaro arrivò solo dopo una campagna mediatica coordinata dalle associazioni culturali italiane. Oggi, a New York, la situazione sembra ripetersi, ma con una differenza cruciale: l’11 settembre non è più un evento simbolico, ma un ricordo che si scontra con la realtà di un Paese che sembra aver dimenticato le proprie istituzioni all’estero. "Non stiamo parlando di cifre irrisorie", ha sottolineato Rossi. "Questi fondi servono per mantenere viva la presenza italiana nel mondo, per promuovere la cultura e rafforzare i legami con la diaspora. Se anche solo un istituto viene abbandonato, è un segnale forte di come l’Italia stia perdendo terreno nella competizione globale per l’influenza culturale." La cerimonia di ieri, che avrebbe dovuto includere letture di poesie italiane, proiezioni di documentari e un omaggio alle vittime dell’11 settembre, è stata ridotta a un semplice incontro privato