Il briefing dell'intelligence sudcoreana, diffuso in forma riservata ma confermato da fonti interne al National Intelligence Service (NIS), chiude definitivamente la speculazione su eventuali fratelli o sorelle minori di Kim Ju-ae. Le analisi, basate su immagini satellitari e rapporti di intelligence, non hanno rilevato segni di nuovi nati all'interno del de facto regime ereditario di Pyongyang. La figlia di Kim Jong-un, nata nel 2011, rimane quindi l'unica erede diretta, come già confermato da precedenti rapporti del NIS nel 2023. Il briefing, sottoposto al Presidente Yoon Suk-yeol, sottolinea come la struttura familiare del regime nordcoreano sia rimasta stabile negli ultimi anni, senza segnalazioni di cambiamenti nella cerchia ristretta di potere. Secondo il rapporto, le indagini hanno escluso anche la possibilità di figli nati da relazioni secondarie di Kim Jong-un, come ipotizzato da alcuni analisti occidentali. Le immagini satellitari del Palazzo di Pyongyang e delle residenze private del leader non hanno mostrato segni di attività sospette legate alla nascita di nuovi membri della famiglia. Il briefing specifica inoltre che non ci sono evidenze di trasferimenti di risorse o privilegi verso nuovi individui che potrebbero indicare una nuova linea di successione. La conferma ufficiale arriva dopo mesi di voci contrastanti, tra cui dichiarazioni di analisti come Han Dong-hoon, che avevano ipotizzato la presenza di un fratello minore di Kim Ju-ae, senza però fornire prove concrete.