Durante la prima convenzione di metà mandato dei Repubblicani, tenutasi giovedì sera a Dallas, Il Presidente Trump ha rivolto un insolito e diretto appello ai suoi sostenitori. Con un tono che ha sorpreso molti osservatori, ha dichiarato: "Sono sulla lista" ("I’m on the ticket"), esortando gli elettori a fargli "il più grande favore" e a "fingere" di votare per lui, trasformando di fatto le Elezioni di metà mandato in un referendum sulla sua leadership. Questa mossa disperata si inserisce in un contesto politico difficile per la Casa Bianca: l'indice di approvazione di Donald Trump ha toccato un minimo storico, un dato che riflette il crescente "backlash" o reazione negativa dell'opinione pubblica americana alla guerra in Iran. Per galvanizzare la base e strappare voti ai Democratici, Il Presidente non ha esitato a demonizzare gli avversari politici, ma soprattutto ha lanciato una promessa economica di grande impatto: in caso di vittoria repubblicana, ogni americano riceverebbe un assegno di 5.000 dollari. Un tentativo palese di monetizzare il consenso in un momento di forte pressione interna e Internazionale.