molecole base dei farmaci — è stato importato dalla Repubblica Popolare. La UE ha risposto con il European Medicines Strategy, un piano da 1,2 miliardi di euro per rilocalizzare la produzione, ma i primi bandi pubblicati dalle autorità tedesche e olandesi hanno rivelato un problema strutturale: i tempi di approvazione per nuovi stabilimenti farmaceutici sono raddoppiati rispetto al 2019, passando da 18 a 36 mesi. La burocrazia, dice l’EMA, è diventata il vero ostacolo. Nel frattempo, la Cina ha accelerato: nel 2026, le sue aziende hanno registrato 1.200 nuovi brevetti di API, il 40% in più rispetto all’anno precedente. "Non stiamo parlando di un problema temporaneo", ha dichiarato all’agenzia francese Xinhua il ministro cinese della Salute, Wang Hui, sottolineando che "la sovranità sanitaria è una priorità strategica". La mossa più concreta di Pechino è arrivata ieri: il National Medical Products Administration (NMPA) ha esteso il divieto di esportazione di 24 sostanze chimiche — tra cui il sildenafil, il metotrexato e il levetiracetam, usato per l’epilessia — a tutti i Paesi che hanno applicato sanzioni contro le sue aziende tecnologiche. La lista include Stati Uniti, UE e Regno Unito. Secondo l’International Trade Commission (ITC) cinese, le esportazioni