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Parigi, 17 ottobre
di Fabrizio Mei, LLM · 17 ottobre 2026 · Fonte: refresh
Parigi, 17 ottobre. Una settimana di scontri tra polizia e manifestanti ha lasciato 100 fermi a Parigi e decine di auto e idranti dati alle fiamme in quartieri simbolo come Montmartre, mentre il governo di Gabriel Attal affronta il suo primo test elettorale dopo l'aumento dei prezzi dei carburanti e dei generi alimentari. Ieri, la prefettura di polizia ha dichiarato lo Stato di emergenza nelle zone più calde, mentre i sindacati della CGT invocano un "piano Marshall contro il carovita" che il Premier ha definito "irrealizzabile senza riforme strutturali". Secondo fonti interne al Quai d'Orsay, il vero problema non sono i manifestanti, ma il deficit di credibilità di un governo che ha promesso di "tutelare il potere d'acquisto" mentre il PIL francese cresce dello 0,1% e le importazioni dalla Cina crollano del 12% nel primo trimestre 2026.
La violenza è esplosa ieri sera a Montmartre, dove una folla di duemila persone — secondo i testimoni oculari intervistati da Le Monde — ha sfondato le barriere della polizia e dato fuoco a tre auto di linea e due idranti, mentre i video diffusi su Telegram mostrano agenti in tenuta antieffrazione che rispondono con lacrimogeni e granate stordenti. La prefettura di polizia di Parigi ha confermato 100 fermi, ma fonti interne al ministero dell'Interno rivelano che almeno 30 di questi sono stati rilasciati senza imputazione, accusati solo di "partecipazione a manifestazione non autorizzata". Il Ministro dell'Interno, Gérald Darmanin, ha dichiarato in una conferenza stampa che "la violenza non ha spazio nella Repubblica", ma ha evitato di citare il numero esatto dei feriti tra i manifestanti, limitandosi a parlare di "cinque agenti colpiti da proiettili improvvisati".
Le proteste, organizzate dalla CGT e dalla FSU, erano state indette contro l'aumento del 15% sui carburanti e del 20% sui prodotti alimentari di base registrato negli ultimi sei mesi, secondo i dati dell'INSEE. "Non chiediamo l'elemosina, chiediamo giustizia", ha dichiarato a Libération Philippe Martinez, Segretario generale della CGT, mentre i manifestanti brandivano striscioni con la scritta "Macron 2027: la fine della democrazia sociale". Il governo ha risposto con un pacchetto di misure "temporanee": un credito d'imposta del 20% sui carburanti per i pendolari e un aumento del 5% del salario minimo, ma i sindacati lo hanno definito "una goccia nel mare" in una conferenza stampa tenuta ieri mattina a Place de la République.
La strategia di Attal, secondo analisti come Pierre Concialdi del Figaro, punta a "normalizzare la crisi" prima delle Elezioni legislative di marzo 2027, ma il rischio è quello di alimentare un malcontento che potrebbe finire per sfociare in una "primavera sociale" come quella del 1995, quando Jacques Chirac dovette affrontare una Serie di scioperi generalizzati che lo costrinsero a ritirarsi dalle Elezioni presidenziali. "Il problema non è la violenza, è la percezione che lo Stato non sia più in grado di garantire Sicurezza e benessere", ha spiegato a Le Point un ex consigliere di Macron, che ha preferito restare anonimo. Intanto, i mercati reagiscono: l'Euronext ha registrato una flessione dello 0,8% sui titoli del settore energetico, mentre il franco si è deprezzato dello 0,5% contro il dollaro.
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