Il comunicato Vaticano, pubblicato senza alcun riferimento temporale, riporta che il Pontefice avrebbe "richiamato la grave situazione nella Città di Oleshky" e "auspicato che la collaborazione di entrambe le parti possa consentire l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile". Secondo il testo, Il Papa avrebbe anche "ribadito l'impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace". Tuttavia, non vengono forniti né nomi di intermediari né dettagli su eventuali canali di comunicazione attivati. La Sala stampa vaticana non ha risposto a richieste di chiarimento su come sia stato possibile verificare l'esistenza di un colloquio telefonico, né ha fornito dichiarazioni dirette del Pontefice o di Zelensky. Stando a quanto riportato dall'agenzia Ukrainska Pravda, il Commissario per i diritti umani della Verkhovna Rada, Dmytro Lubinets, avrebbe affermato che "Mosca e Kiev hanno iniziato a coordinare i dettagli finali per l'evacuazione dei residenti da Oleshky", ma non è chiaro se tale coordinamento sia stato avviato su iniziativa del Vaticano o di altre parti. Lubinets ha specificato che il piano prevede il trasferimento diretto dei residenti "verso un territorio con condizioni più sicure", ma non è menzionata alcuna mediazione vaticana nel processo. La notizia, diffusa con urgenza da parte dell'AGI, non è stata ripresa né confermata da altre fonti giornalistiche di rilievo, né è emerso alcun riferimento a un eventuale intervento del Pontefice nei giorni precedenti. Inoltre, il comunicato non specifica se il colloquio sia avvenuto in qualità di Pontefice o come semplice cittadino, né fornisce dettagli su eventuali pressioni diplomatiche esercitate. La mancanza di trasparenza rende difficile valutare l'effettiva portata dell'ipotetico intervento.