omette ogni riferimento alla durata del cedimento presidenziale, limitandosi a definire l’accordo "un passo storico per la cooperazione regionale". La CAN, istituzione debole e spesso paralizzata da divergenze commerciali, non ha mai visto una presidenza pro tempore trasferita così rapidamente tra due membri, né con un meccanismo così esplicitamente condizionato a interessi bilaterali. Quito, 21 ottobre L’accordo tra Noboa e Castillo non è solo un cambio di rotta diplomatica, ma la conferma che la geopolitica del narcotraffico ha sostituito da tempo gli ideali della CAN — nata nel 1969 per integrare l’economia sudamericana — con la logica dei favori reciproci. La Perù, seconda produttrice mondiale di coca dopo la Colombia, ha bisogno di controllare il flusso di denaro che attraversa l’Ecuador per finanziare le sue forze armate, già sotto pressione per la rivolta dei minatori nel 2022. In cambio, Noboa ottiene non solo il muro frontaliere (che ridurrà il transito illegale di armi e droga, ma aumenterà i costi doganali per le merci legali), ma anche l’assicurazione che Lima bloccherà le petizioni